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Ufficialmente sono 85 mila a soffrire di celiachia, ma si calcola siano molti di più le vittime di questa patologia. Solo in Italia potrebbero essere 400 mila, dunque quasi 5 volte in più rispetto a quelli che hanno ricevuto una diagnosi. La ragione di questi dati incerti è senza dubbio la disinformazione sul problema celiachia e sui sintomi che causa. Molti pensano sia una malattia che compare nell’infanzia, non sanno invece che la celiachia può iniziare a dare segno di sé in qualsiasi momento della vita, a 30, 40, persino dopo i 60 anni. Nella celiachia tipica i primi segnali si manifestano durante lo svezzamento, tra i 6 e gli 8 mesi di vita, e sono facilmente riconoscibili. Il bimbo inizia a perdere l’appetito e a dimagrire, presenta sintomi come diarrea, vomito e gonfiore addominale. Più difficile è riconoscere la malattia nella sua forma atipica: i soggetti adulti colpiti da celiachia possono presentare sintomi simili a quelli della celiachia tipica, ma anche sintomi che nulla hanno a che fare con l’apparato gastrointestinale: anemia, incapacità di portare a termine una gravidanza, infertilità, irritabilità, alterazioni nello smalto dei denti, per citarne alcuni. Tali sintomi non compaiono necessariamente in contemporanea, e raramente chi ne soffre si rivolge a un medico per eseguire gli esami specifici.

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