La Celiachia è una malattia che colpisce ad ogni età.

C’è solo un’arma, ed è infallibile, per combattere la celiachia: una dieta senza glutine, che garantisce al celiaco un perfetto stato di salute. La celiachia, ovvero l´intolleranza permanente al glutine (sostanza proteica presente nel frumento e in altri cereali), si cura infatti con l’abolizione permanente e totale degli alimenti contenenti glutine, privilegiando pane, pasta senza glutine (come le Veneziane Molino di Ferro) e biscotti gluten free o prodotti a base di mais e riso, cereali che non contengono proteine tossiche per il celiaco.

La stessa indicazione dietetica vale per le persone che presentano altre forme di sensibilità al glutine non celiaca o la più rara allergia al frumento. LA CELIACHIA è una malattia «dei tempi moderni», perché è in continuo aumento negli ultimi anni: in Italia vengono effettuate ogni anno 10 mila nuove diagnosi, con un incremento annuo di circa il 10 per cento (l’incidenza attuale di questa intolleranza è stimata in 1 soggetto ogni 100 persone).

Un tempo considerata una malattia di età pediatrica, la celiachia viene oggi diagnosticata molto più frequentemente in età adulta, con un rapporto che nel Bresciano è di circa due adulti per ogni bambino diagnosticato.

Alla base dell’incremento della malattia celiaca ci sarebbe la diffusione di patologie autoimmuni e l’elevato consumo di glutine, che si trova in tanti alimenti essendo molto utilizzato per la capacità di conferire elasticità e coesione ai prodotti. Nei celiaci gli alimenti ricchi di glutine causano una risposta immunitaria abnorme a livello intestinale, determinata dall’incapacità di digerire e assorbire questa proteina, con conseguente infiammazione cronica e scarso assorbimento delle sostanze nutritive (per questo è fondamentale prestare importanza a sintomi come diarrea, perdita di peso, anemia, carenze nutritive multiple, crampi e debolezza muscolare, che potrebbero essere campanelli d’allarme di questa intolleranza). Sono allo studio anche dei trattamenti alternativi o complementari alla dieta aglutinata, come l’impiego di cereali detossificati, di enzimi in grado di neutralizzare le proteine tossiche, di farmaci capaci di ridurre la permeabilità intestinale, fino a un possibile vaccino terapeutico: tuttavia per nessuno di questi trattamenti si prevede un approdo alla pratica clinica in tempi brevi. 

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