Riceviamo molte mail e telefonate da persone che accusano tutti i sintomi della Celiachia: dal gonfiore al dolore addominale, dalla dissenteria al vomito, dalla costipazione alla presenza di feci pallide e maleodoranti. 

Vanno dal medico di base che prescrive un esame del sangue per verificare la presenza di anticorpi anti-trasgluminasi tissutale (tTGA IgA e IgG) e anti-endomisio (EmA). Ritirano gli esami e non vi è presenza di tali anticorpi. Perché

Ce lo spiega il Dr. Luca Elli, gastroenterologo e responsabile del centro Celiachia presso il Policlinico di Milano, tramite un’intervista rilasciata ai redattori di “Salute Online” *.

L’arcano è presto svelato: la maggior parte delle persone si presenta dal medico seguendo già una dieta aglutinata. Per questo motivo gli esami del sangue non rilevano gli anticorpi indici di potenziale presenza di celiachia.

Al Medico sorge il dubbio: la negatività dei marker indicatori di Celiachia deriva dal fatto che il paziente adotta un regime alimentare privo di glutine o proprio perché non è e non è mai stato celiaco?

Poche alternative rimango al Dottore: consigliare al paziente di riprendere a mangiare cibi contenenti glutine, anche se potrebbero accusare dei disturbi, in modo tale da poter effettuare degli esami veritieri e non falsati.

Se i nuovi esami del sangue, effettuati dal paziente seguendo un regime alimentare libero, presentano gli anticorpi “indicatori” di Celiachia, il Medico prescriverà per gli adulti una gastroscopia con una biopsia.

Normalmente avviene con una piccola sedazione. Dagli esiti si capirà con certezza se Vi è o no la Celiachia.

Articolo tratto da: www.corriere.it/salute/15_aprile_02/corretta-diagnosi-celiachia-ef69c39e-d948-11e4-938a-fa7ea509cbb1.shtml

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