Ci troviamo nuovamente a sottolineare il problema della Gluten Sensitivity, causa l’alto numero di corrispondenza che riceviamo circa informative sui prodotti alimentari e statistiche di disturbi alimentari connesse al glutine – al di fuori della celiachia.

Vogliamo ancora sottolineare la questione: esiste una gradazione di sensibilità al glutine “parziale” ancor “prima” di essere celiaci ovvero completamente intolleranti al glutine. E chiamata Gluten Sensitivity.

La sensibilità al glutine è causa di mal di testa, nausea, irritazione intestinale, stanchezza, dolori muscolari e molti altri problemi a cui, se si ignora la propria condizione di sensibilità, non si sa dare spiegazione. Esperienze internazionali dimostrano come la sensibilità al glutine sia un problema di larga diffusione e confermano che la stima delle persone potenzialmente sensibili al glutine è largamente superiore a quella dei potenziali celiaci ed allergici al grano.

A causa dell’elevata variabilità dei sintomi, la sensibilità al glutine spesso viene diagnosticata come la sindrome dell’intestino irritabile.

Attualmente non sono ancora disponibili biomarker in grado di fornire test diagnostici affidabili per la sensibilità al glutine. Pertanto, la diagnosi di sensibilità al glutine è necessariamente di esclusione: escludendo rispetto alle altre patologie glutine correlate – celiachia e allergia al frumento.
Una volta escluse la celiachia e l’allergia al frumento, e se il soggetto risponde positivamente ad una dieta priva di glutine si può pensare ad una diagnosi di sensibilità al glutine.

Se gli esami per la celiachia sono negativi così come quelli per l’allergia al frumento è possibile pensare di essere sensibili al glutine, sospetto che sarà rafforzato qualora una dieta priva di glutine attenui i disturbi. Il glutine nei cereali è l’agente scatenante del disturbo nel caso di un’intolleranza al glutine. Con una biopsia intestinale è possibile riconoscere la celiachia. I villi duodenali intatti sono ingranditi con un microscopio.

Alcuni gastroenterologi e nutrizionisti consigliano un test di carico di glutine (con il consumo di alimenti prodotti contenenti glutine) per rafforzare/verificare la diagnosi. IMPORTANTE! Questo test deve essere eseguito solo sotto il controllo medico, in quanto può riportare a una ricomparsa dei sintomi.

Secondo le ultime indicazioni scientifiche, il medico dovrebbe consigliare un periodo a dieta priva di glutine ed uno successivo in cui il glutine viene reintrodotto, proprio per verificare la risposta del soggetto. Se dopo il miglioramento iniziale delle condizioni con l’alimentazione priva di glutine, si manifesta un peggioramento in seguito alla reintroduzione del glutine, si può supporre una sensibilità al glutine.

Molte persone sensibili al glutine dopo un cambiamento dell’alimentazione riferiscono un’attenuazione dei disturbi dopo breve tempo fino al ripristino di uno stato di benessere generale.

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