La celiachia si sta diffonde a mappa di leopardo in tutto il mondo seguendo due linee guida: l’incremento dei nuovi diagnosticati nelle aree geografiche classiche e la sua sorprendente diffusione in nuove regioni del mondo.

Lo rivelano due ricercatori italiani: il Dr. Fasano, direttore del Centro per la ricerca sulla Celiachia presso l’Università di Boston e il Dr. Carlo Catassi, Associato di Pediatria presso l’Università Politecnico delle Marche.

Netto incremento dunque, nelle zone “storiche”della celiachia: Europa e Stati Uniti. Paesi in cui il regime alimentare è costituito principalmente da cereali contenenti glutine: pane, pasta, pizza, biscotti. Negli ultimi 25 anni, in questi due paesi, l’incidenza della celiachia nella popolazione è arrivata a quintuplicarsi.

Dati notevoli, se si considera, il cosiddetto “iceberg celiaco”: tutte quelle persone che sono intolleranti al glutine ma non ne sono consapevoli, non sono stati diagnosticati tali.

Lo studio ha analizzato anche paesi popolati da individui di origine europea, grandi “mangiatori” di frumento: Medio Oriente e Nord Africa. Il trend si ripete pari a quello evidenziato per gli U.S.A. e L’Europa, con un’unica differenza: il bassissimo numero di diagnosi a causa di scarsità di servizi diagnostici ed una bassa conoscenza della patologia.

Dall’Europa agli Usa, dal Medio Oriente al Nord Africa terminando con L’Asia. Sono stati stimati circa 7 milioni di celiaci situati nel Nord dell’India a causa della sostituzione del riso con il frumento.

A cosa è dovuto questo notevole incremento della celiachia? La spiegazione ce la fornisce il Dr. Carlo Catassi: una parte va sicuramente attribuita al miglioramento della tecnica diagnostica, un’altra parte molto più rilevante, ossia un significativo cambiamento nelle abitudini alimentari.

I lattanti con familiarità celiaca dovrebbero introdurre il glutine dai 4 mesi di età in piccole quantità durante l’allattamento.

Si  potrebbe, così, diminuire l’insorgenza della celiachia. Al momento rimane un’indicazione terapeutica, fino alla conclusione della ricerca.

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