Tre atleti mondiali celiaci: Novak Djokovic, Martin Castro Giovanni, Dana Vollmer.

Iniziamo per doveroso diretto di cronaca dal tennista Novak Djokovic, in uscita in libreria con “Il punto vincente”. Un’autobiografia che parte dal doppio fallo del 27 Gennaio 2010 e continua con il racconto di quello che lui stesso definisce “il punto più basso della sua carriera”: la sconfitta, dopo ore di sofferenza, agli Australian Open a favore del francese Tsonga. Una volta toccato il fondo, a maggior ragione, quando dietro c’è la stoffa di un campione, non resta che rialzarsi e puntare dritto dritto alla meta. Il suo “angelo”? Il nutrizionista Igor Cetojevic: eliminati dalla dieta alimentare gli zuccheri raffinati e il glutine. Dalle analisi, Novak risulta essere celiaco: intollerante al glutine.

Sembra quasi essere una beffa del destino: la sua famiglia in Serbia, dove è nato e cresciuto, gestiva una pizzeria. La pizza è un alimento ricco di glutine. Ammette che non è stato così semplice passare ad un’alimentazione gluten-free ma allo stesso tempo sostiene che l’aver eliminato il glutine, dopo la scoperta di essere celiaco, è dei fattori che ha indiscutibilmente contribuito a sentirsi meglio sentirsi meglio e alla lunga, al suo successo in campo. Ora la sua famiglia ha aperto una catena di ristoranti “gluten-free” in Serbia. La sua rinascita è passato attraverso il cibo: il piatto preferito di Novak a pranzo è la pasta senza glutine abbinata ad un sugo semplice di verdure con un po’ d’olio d’oliva.

Dalla Serbia all’Italia, con Martin Castro Giovanni, guida e pilone della nazionale italiana di rugby. Nel 2011 dopo il “Sei Nazioni” la scoperta di essere celiaco. I sintomi: un’allergia fortissima alla pelle e una diminuzione di ben 15 chili rispetto al suo peso forma. Stanchezza “cronica”, pesantezza, perdita di massa muscolare: in palestra cominciano a manifestarsi le prime difficoltà. Inizialmente il pensiero va alla psoriasi ma i test per la celiachia rilevano un’intolleranza al glutine. Dalla mattina alla sera, Castro ha dovuto rinunciare al bel piatto di pastasciutta, alla pizza e all’amata birra. A volte non tutti i mali vengono per nuocere, come recita un antico proverbio popolare. La corretta dieta alimentare seguita da Castro, costituita da alimenti gluten-free, privi di frumento, come la pasta di mais senza glutine prima dei match o degli allenamenti intensi, lo ha riportato in poco tempo in perfetta forma fisica e sempre più grintoso che mai.

Dall’Italia agli Stati Uniti con Dana Whitney Vollmer oro olimpico a Londra nel 2012, nella specialità di nuoto farfalla. La nuotatrice celiaca statunitense nell’occasione  ha anche stabilito il record mondiale di specialità. Un’altra conferma che il connubio tra sport ad alti livelli e celiachia non solo è possibile ma realizzabile. Il mercato dei prodotti alimentari senza glutine ha fatto passi da gigante: tanto da compararli a quelli convenzionali. Un esempio su tutti: la pasta di mais, preparata con la farina di mais, risulta più digeribile rispetto a quella di grano duro. Molti atleti non celiaci ne fanno un ingrediente base della loro alimentazione.

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